Un popolo senza memoria storica è come un albero senza radici. Così recita un noto aforisma riguardo alla conoscenza del proprio passato.
Monte magico e sacro, il Summano (1296 m) svetta sulla Valdastico e la piana di Schio rappresentando un elemento particolare del paesaggio vicentino per la collocazione, la flora, le tradizioni popolari e le leggende createsi con il passare dei secoli.
Tra queste ultime se ne vogliono ricordare due: la diffusa consuetudine che ogni pellegrino in visita al Monte portasse con sé un mazzo di fiori rappresentativi della sua terra d’origine; la leggenda di Sant’Orso, cavaliere franco, uno dei dodici paladini di Carlo Magno, destinato a subire una profezia che lo voleva parricida, predetta da un indovino quando era ancora in fasce, e che espiò con la morte non appena raggiunse le pendici del Summano, dopo aver vagato per dodici anni per mezza Europa.
Ma il Monte sacro, per il pellegrino, significa anche antico eremo quattrocentesco B.V.M., “risorto” nel 1900 con il Santuario della Beata Vergine del Summano. Le prime note documentate sul sito risalgono addirittura al 1300 ma l’eremo raggiunse il suo massimo splendore nel diciassettesimo secolo con i Girolimini, i frati di San Girolamo della congregazione del beato Pietro Gambacorta da Pisa, che lo ebbero in custodia a più riprese.
Per i caini invece la sommità del Monte ha un significato storico: la costruzione del primo rifugio della sezione di Vicenza, la cosiddetta Casina, inaugurata nel 1890, distrutta durante la Grande Guerra, ricostruita come colonia alpina e nuovamente ridistrutta.
Ricordiamo al lettore che in quell’epoca la sezione di Vicenza comprendeva tutto il vicentino, compresi i nuclei di Bassano e Schio, che si staccheranno qualche anno più avanti. C’è da sottlineare che l’iniziativa vicentina è anche la prima verificatasi nelle Prealpi Venete Occidentali.
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Quadro nella Casina Summano
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nella Casina Summano
Sulla Cima del Summano la Sezione acquistò il 19/1/1890, grazie al ricavo dell’esposizione delle Piccole Industrie del 1887, dei ruderi e una zona di terreno: la rimboscò e vi eresse una costruzione ‘La Casina Summano’, sintesi dell’opera di vent’anni di attività della Sezione.
Fu inaugurata lo stesso anno, primo rifugio alpino della zona.
Per il rimboschimento della zona vennero piantati abeti, larici, pini, aceri e frassini. Venne anche ripristinata la vecchia cisterna, utile ai pastori e al bestiame, e costruita la mulattiera da Piovene al Summano.
Durante la Prima Guerra Mondiale la Casina verrà distrutta parzialmente e, malgrado vari tentativi di ristrutturazione, negli anni ’30 cesserà di esistere.
Nella Casina venne appeso un quadro a ricordo dei fondatori della Sezione e dell’acquisto della proprietà.
Testo nel riquadro centrale del quadro
FONDATORI DELLA SEZIONE DI VICENZA
DEL
CLUB ALPINO ITALIANO
========== ANNO 1875 ==========
Conte GUARDINO COLLEONI
GIOVANNI Nob. di BREGANZE
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I. Presidente della Sezione e Presidente Onorario eologo FRANCESCO MOLON
II. Presidente, PAOLO LIOY, poi Presid. del C.A.I. dopo Quintino Sella
III. Presidente, Co. ALMERICO DA SCHIO
D. SCIPIONE CAINER – I. Segretario poi Direttore delle Pubblicazioni del Club A.I. a Torino.
D. ALESSANDRO CITA – II. Segretario
Presidente odierno – Sen. COLLEONI Co. GUARDINO
Segretario “ – COLPI Dott. Cav. ATTILIO
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Origine della possessione sul Summano
I terreni e ruderi dell’Antica Chiesa e Cisterna attigua sul Summano, vennero acquistati dalla Sezione di Vicenza, con Instrumento 19 Gennaio 1890, N. 3735 – 1811 in atti del Notaro FABRIS Dott. GIUSEPPE di Vicenza, al nome dei soci qui indicati:
Da SCHIO Co. Cav. ALMERICO – Presidente
COLLEONI Co. Comm. GUARDINO – Vice Pres.
CITA Cav. D. ALESSANDRO – Segretario
CAVALLI D. LUIGI – ROTTIGNI GIROLAMO – POCATERRA GIUSEPPE – MAELLO D. ALESSANDRO – GIANESINI GIUSEPPE – PERGAMENI ing. EDGAR – VALMARANA Co. MARIO – PIOVENE PORTO GODI Co. Cav. GUIDO – GHELLINI Nob. MARCANTONIO – CAZZOLA ETTORE – VACCARI GIROLAMO juniore – TAZZOLI VITTORIO.
CHIOCCARELLO DOMENICO – Sindaco e rappresentante il cedente Comune di Piovene.
Lievore Gio. Maria – Segretario di Piovene – Teste.
Zanella Francesco di Schio – Teste.
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La Casina <SUMMANO> fu costruita, a m. 1211 nel 1890, colle attività ricavate dalla Esposizione Regionale di Piccole Industrie del 1887, e della quale fu anima il Socio CITA.
Nel 1892 la Casina venne ampliata e completato l’arredamento.
Progettista e Direttore dei lavori fu il Socio Giuseppe Gianesini di Schio, coadiuvato dai Soci Pocaterra di Piovene e Cita di Vicenza.
Capomastri Masolo Antonio, Marco e Giuseppe di Vicenza.
Capo dei trasporti per le costruzioni Stefano De Pretto detto Migliotto di Piovene, attuale Custode.
Piantatore di abeti, larici, pini, aceri e frassini, per conto del Club Alpino, Nicolò Dal Molin di Enego appassionato e premiato apostolo dei rimboschimenti montani [premio assegnato dal Ministero ndr].
Vicenza, I Novembre 1910
Persone nella foto del quadro dall’alto a sinistra:
1^ fila: DA SCHIO Alessandro, MOLON Francesco, LIOY Paolo, COLLEONI Guardino, CITA Alessandro.
2^ fila: PERGAMENI L. Edgar, ZANELLA Giuseppe, CAVALLI Luigi, TAZZOLI Vittorio, POCATERRA Giuseppe, VALMARANA Mario.
3^ fila: GIANESINI Giuseppe, PIOVENE Guido, CAZZOLA Ettore, MAELLO Alessandro.
4^ fila: GHELLINI Marcantonio, VACCARI Girolamo, LIEVORE G. Maria, ZANELLA Francesco, FABRIS Giuseppe.

