2027, duecento anni dalla nascita di Quintino Sella. Come in tutta Italia il CAI in Sardegna intende porre il punto sulla ricorrenza. Non convegni, ma Storia, Zaino, Scarponi secondo il nostro stile. Rapporto speciale tra Sella e l’Isola. 1869 venne non per scalare montagne, a sei anni dalla fondazione, sul Monviso, del Club Alpino. Venne come parlamentare del Regno e di Sua Maestà, con la Commissione d’inchiesta “Sulle condizionii economiche e morali dell’Isola” recita il titolo della Commissione, presieduta da Agostino Depretis e voluta tenacemente da Giorgio Asproni. Il quale non ne fece parte. Escluso per le sue idee non proprio combacianti con i Savoia appunto. Dei sardi c’era Nicolò Ferracciu e ne faceva parte il famoso Paolo Mantegazza, del quale rimane una targa ricordo sul corso di Lanusei. Sella per ragioni familiari venne da solo, come parlamentare e ingegnere esperto in materie minerarie, con specializzazione a Berlino. Unico accompagnatore il giovane Eugenio Marchese, anch’egli ingegnere minerario nel Sulcis. Marchese descrive in uno splendido quanto criticabile reportage, i 18 giorni nei quali i due visitarono i siti delle miniere sarde. A noi interessa ora Corr’e boi. Qui Sella e Marchese alloggiarono nel palazzotto del direttore francese della miniera. Oggi un rudere da visitare con nostalgica tristezza per l’’incuria e la storia che si sgretola mattone dopo mattone. Per altro siamo in parallelo con il Sentiero Italia Cai che transitando dal Gennargentu, sfiora la casa. In preparazione L’escursione del CAI Nuoro, ma penso aperta, per il 2027.

