Presso la nostra sede si è tenuta la presentazione del documentario intitolato “My DNA“, un progetto di grande spessore realizzato dal talentuoso Team Breaking Frames Documentari, composto da Antonio Aleo fotografo e filmmaker, Beatrice Canino fotografa e filmmaker e Andrea Canino fotografo. Il documentario getta luce sul profondo legame che unisce Maria Pulice, fotografa italo-americana, alla sua terra d’origine, Nocera Terinese, attraverso un viaggio emozionante tra i simboli più significativi e coinvolgenti della Settimana Santa celebrata nel comune calabrese.
La narrazione va ben oltre la semplice rappresentazione visiva di una tradizione religiosa o dell’identità culturale locale; essa si trasforma in uno spaccato intimo e profondamente sentito delle radici che continuano a influenzare e nutrire l’anima di chi ha lasciato la propria terra. Al termine della proiezione, si è aperto uno spazio di confronto animato e ricco di stimoli, offrendo ai presenti l’opportunità di interagire con i creatori del documentario. Un confronto di idee che ha arricchito ancora di più l’esperienza, offrendo spunti stimolanti sulle dinamiche legate alla memoria, all’identità e al senso di appartenenza.
Momento toccante è stato senza dubbio il collegamento in diretta con Maria Pulice, oggi residente negli Stati Uniti. La fotografa, la cui vita e passione hanno ispirato il contenuto del film, ha affrontato le domande del pubblico con grande sensibilità e trasporto, aprendo il proprio cuore e condividendo dettagli inediti e affascinanti sulla sua esperienza personale.
Un ringraziamento agli autori di questa eccezionale produzione che, attraverso la loro sensibilità artistica e narrativa, hanno saputo catturare l’essenza più autentica della Calabria. Grazie al loro impegno nel raccontare storie che toccano nel profondo, continuano a esplorare i più intimi frammenti della vita e della cultura della Calabria. Stimolano il pensiero del pubblico e regalano immagini che sanno commuovere, collegando passato e presente in un dialogo senza tempo. L’opera “My DNA” non è solo un documentario: è una testimonianza dell’anima calabrese che continua a vivere oltre i confini territoriali.




