Avremmo dovuto trovarci altrove, ma a volte i luoghi chiamano inaspettatamente, sorprendendoti e portandoti a scoprire ciò che mai avresti immaginato. Così è stato quando ci siamo ritrovati nel bosco Li Comuni, uno degli angoli più incantevoli del capoluogo calabrese, proposto come Riserva Naturale Regionale attraverso una specifica Legge Regionale.
Situato nella frazione di Siano, si estende su circa 700 ettari e custodisce un patrimonio naturale di straordinario pregio. I sentieri si snodano tra panorami mozzafiato e alberi maestosi come querce, lecci, frassini e sughere, con vedute spettacolari sul mar Ionio. Dai paesini arroccati sulle montagne della Sila, il tutto si staglia sotto un cielo azzurro che mancava da tanto tempo.
Dopo la cupa giornata precedente, in cui il silenzio e il lutto avevano avvolto la comunità a causa della recente tragedia, trovarsi in questo luogo è stato un balsamo per l’anima. Un rifugio dove riscoprire serenità e respirare bellezza.
Ci siamo immersi in paesaggi che alternavano colline, cime e distese verdi, regno di una straordinaria varietà vegetale autoctona. Tra queste, i cisti dai delicati colori bianco e viola e il Laghetto della Lantane, che deve il suo nome alla lantana, una pianta perenne della famiglia delle Verbenaceae. I suoi fiori vivaci, sfumati dal bianco al giallo, dall’arancio al rosso fino al rosa, riflettevano le loro tinte nell’acqua dello specchio lacustre. Tutt’intorno, la natura vibrava di vita: sugheri, castagni, corbezzoli, ginestre e una ricca macchia mediterranea con mirti e rose canine. In questo contesto naturale vive una fauna variegata: cinghiali, istrici, lepri, donnole, scoiattoli neri meridionali e tassi condividono lo spazio con gheppi in volo e poiane. Anche le ghiandaie si facevano sentire tra i rami, mentre civette, barbagianni e picchi rossi, la cui presenza è evidente dalle tracce ritrovate lungo il cammino, restano nascosti all’ombra dei loro rifugi.
Accompagnati dalla presenza allegra di Tonino e Loredana, custodi di questi luoghi, abbiamo ascoltato i loro racconti. Vivono questa riserva quotidianamente, considerandola un rifugio dove trovare pace e connessione con la natura. Un tesoro a pochi passi dalla città, che merita di essere protetto e valorizzato per le sue straordinarie bellezze naturali e culturali. Questo luogo ci ha accolti senza riserve. Un dono inaspettato che ha saputo lenire la tristezza, donandoci quella meraviglia che solo la natura sa offrire.
Marco Garcea – Accompagnatore di Escursionismo










