Antonio Giuriolo: un maestro della libertà

Antonio Giuriolo è stato un insegnante, un intellettuale e un convinto antifascista. Durante gli anni della dittatura si avvicinò agli ambienti antifascisti vicentini e contribuì alla formazione culturale e politica di molti giovani. Dopo l’8 settembre 1943 partecipò alla Resistenza e divenne comandante partigiano con il nome di battaglia “Capitan Toni”.
Un aspetto particolarmente interessante della sua vita è il suo rapporto con la montagna. Giuriolo era infatti socio della Sezione CAI di Vicenza e frequentava soprattutto le Piccole Dolomiti. La montagna ebbe per Giuriolo un significato che andava oltre lo sport e l’alpinismo. Era un luogo che conosceva e amava e che, durante la Resistenza, divenne anche uno spazio fondamentale per la lotta partigiana. Nel 1946 la nostra Sezione considerandolo una figura importante della propria comunità gli intitolò il rifugio a Campogrosso. Antonio Giuriolo può quindi essere ricordato sotto diversi aspetti: intellettuale antifascista, educatore, partigiano e uomo di montagna. Per il suo coraggio gli fu conferita alla memoria la Medaglia d’Oro al Valor Militare. La motivazione ufficiale lo descrive come comandante partigiano e sottolinea il suo eroismo e il suo altruismo durante i combattimenti.

Nato a San Pietro a Castello di Arzignano (Vicenza) il 12 febbraio 1912, caduto a Corona di Lizzano in Belvedere (Bologna) il 12 dicembre 1944.

toni giuriolo foto 2 - CAI Sezione di Vicenza - APS

Antonio Giuriolo, brillante intellettuale, capitano degli alpini, fervente politico antifascista, valoroso comandante partigiano, insignito della Medaglia d’Oro, è stato un socio della Sezione CAI di Vicenza. Nel giugno del 1944 era a capo di un piccolo gruppo di partigiani che diventerà famoso in seguito dopo la pubblicazione del capolavoro di Luigi Meneghello “Piccoli Maestri”. All’alba del 5 giugno 1944, nella parte sommitale dell’Altopiano di Asiago, iniziò l’”Operazione 263”, uno dei grandi rastrellamenti coordinati dai nazisti che colpirono la montagna vicentina in quell’anno. Capitan Toni si era da poco acquartierato nei pressi di Malga Fossetta, una malga dell’Altopiano di Asiago sopra la Piana di Malcesina.
È sugli spalti rocciosi esposti a sud verso cui i partigiani corrono quando

l’inglese di guardia viene a svegliarci nella malga e dice:”Tante macchine”. Era la notte del 5 giugno […] In un attimo siamo sullo sperone, e in quella parte del buio dove c’è, invisibile, la piana di Marcesina, guardavamo la fila lunga lunga di lucette appaiate che venivano avanti piano piano. Ci mettemmo istintivamente a contarle. Quando ne ebbi contate trenta paia smisi di contare.”

Con queste frasi incisive di Luigi Meneghello, inizia le descrizione del rastrellamento di Malga Fossetta, proseguendo poi con le seguenti frasi.

Nascondemmo ordinatamente tutto il materiale perché non è il caso di farsi rastrellare con i sacchi, e poi ci dividemmo in gruppi. Io ero con Dante, Enrico, Renzo, Mario, Bene e Rodino. Antonio con un paio di squadre si avviò direttamente a nord. Forse ci dicemmo”ciao” con Antonio, ma non mi ricordo. Questo è il punto che lui se ne va, per le sue strade, col braccio al collo, fuori della mia vita.[…] Il resto che è accaduto su quello spalto davanti alla Valsugana, dove rimasero uccisi Nello e il Moretto, e tanti altri nostri compagni, non lo abbiamo mai voluto ricostruire. […] Antonio non morì qui, ma lontano, fuori della nostra vita, non rastrellato ma in combattimento aperto, come era più giusto.” 
(da “I piccoli maestri” di Luigi Meneghello – Rizzoli 1976)

Antonio comparve dopo qualche giorno da tutta altra parte della provincia, arrivando stremato al passo di Campogrosso sopra Recoaro e ad accoglierlo trovò i gestori del rifugio e anche l’amica del CAI Elisa Salviati con Maria Setti, la Marta dei Piccoli Maestri di Gigi Meneghello. Dopo quei giorni Giuriolo si trasferì sull’Appennino bolognese dove trovò la morte in un combattimento a fianco degli Alleati contro il caposaldo tedesco di Corona di Belvedere.

Antonio Giuriolo di Antonio Trentin:

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Scritto su Antonio Giuriolo dello storico, scrittore, giornalista Antonio Trentin

Ci dissero che Toni era morto:

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Manoscritto originale del 1946 di Elisa Salviati, appena saputa la notizia che Antonio Giuriolo era morto.
Trascrizione ad opera di Silvia Favretto.

CAI e fascismo di Francesco Gleria:

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Francesco Gleria, socio ed ex presidente del CAI Vicenza, illustra gli stretti rapporti che ci sono stati nel ventennio fascista fra il regime ed il CAI.

Opuscolo CAI 1945:

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L’opuscolo dedicato a Toni Giuriolo dalla s

Sezione del CAI di Vicenza nel 1945.

[LPD: Bollettino sezionale Le Piccole Dolomiti]

– CAMPAGNOLO S. (1998) In memoria di Toni Giuriolo, LPD 1997, aprile 1998 (1): 17, Vicenza.
– CAVATTONI O. (1964) La sua bontà (Toni Giuriolo 1944-1964), LPD, II (4): 3-5, Vicenza.
– PIEROPAN G. (1964) Toni Giuriolo, LPD, II (2): 13, Vicenza.
– PIEROPAN G. (1985) Vita, esempio e ricordo di Antonio Giuriolo, LPD, num. unico 1984: 21-24, Vicenza.

– “Toni Giuriolo, un maestro di libertà” di Antonio Trentin, Cierre edizioni 2012
– “Antonio Giuriolo e il partito della democrazia” di Renato Camurri, Cierre edizioni 2008
– “Pensare la libertà I quaderni di Antonio Giuriolo, a cura di Renato Camurri, Marsilio 2016
– “I piccoli maestri” di Luigi Meneghello, Rizzoli 2013.

cammino giuriolo - CAI Sezione di Vicenza - APS
guida disponibile in sede

Il Cammino Giuriolo

Durante uno dei primi “Pellegrinaggi Civili sui luoghi dei Piccoli Maestri” che annualmente ISTREVI organizza a partire da quello pionieristico del 17 giugno 2012, era più volte circolato il quesito che non ha ancora ottenuto risposta: “Che strada avrà fatto Giuriolo da Malga Fossetta a Passo Campogrosso?
Da quel dubbio è nato il Cammino Giuriolo che ripropone l’ipotetico tragitto percorso da Antonio in fuga dai rastrellatori.

Diario primo Cammino Giuriolo 2024: visualizza il documento
Diario dell’inaugurazione del Cammino Giuriolo, dall’Altopiano di Asiago alle Piccole Dolomiti: un percorso di oltre 80 chilometri sui passi del partigiano che guidò la resistenza dei Piccoli Maestri.

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rifugio giuriolo foto storica 4 2 - CAI Sezione di Vicenza - APS

Il rifugio Giuriolo

Il rifugio era originariamente denominato Rifugio Olinto De Pretto, scienziato e fisico di Schio.
Nel 1945 venne intitolato ad Antonio “Toni” Giuriolo, a settembre ci fu lo scorrimento della lapide e la grande manifestazione con la presenza dei comandanti alleati.

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lapide giuriolo in bertoliana - CAI Sezione di Vicenza - APS

La lapide in Bertoliana

La lapide posta nella Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza nel 1948, con testo di Licisco Magagnato, onora Antonio Giuriolo, “Capitan Toni”, figura chiave della Resistenza che insegnava la libertà durante il fascismo. L’iscrizione, caratterizzata da una parziale censura originaria, ricorda il partigiano e medaglia d’oro morto nel 1944.

Per maggiori informazioni, visita Memoria Scolastica.

sentiero 08 percorso su mappa attuale - CAI Sezione di Vicenza - APS

Sentiero della libertà n. 8: Toni Giuriolo

I Sentieri Urbani della libertà sono una proposta di escursionismo urbano per favorire l’attività motoria e per riscoprire la storia della città e dei suoi protagonisti che si sono impegnati in difesa della libertà.

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