I vincitori della 28esima edizione del Pelmo d’Oro

Si è tenuta lo scorso 25 luglio 2026 a Ponte nelle Alpi (provincia di Belluno), la cerimonia di premiazione della 28esima edizione del Pelmo d’Oro, la manifestazione, promossa dal CAI Veneto, Cnsas Veneto,  Guide Alpine e Provincia di Belluno. Nato nel 1998, il riconoscimento è dedicato agli alpinisti e non solo che con la loro attività hanno contribuito a valorizzare le Dolomiti Bellunesi.

Per quanto riguarda Alpinismo in attività i gardenesi Alex Walmoth, Titus Prinoth e Martin Dejori sono stati premiati per l’eccellenza della loro attività, per la straordinaria coerenza del loro stile e per l’alto valore umano che esprimono. Infatti, la cordata Prinoth, Walpoth e Dejori si conferma oggi come una delle realtà più importanti e ispiratrici dell’alpinismo dolomitico.

Aldo De Zordi invece, è stato premiato per la sua carriera alpinistica. Si tratta di uno dei più profondi conoscitori  delle pareti delle Dolomiti feltrine. Ne ha esplorato ogni roccia con un alpinismo schietto ed onesto, improntato alla salvaguardia dell’integrità delle rocce e immerso nella natura più selvaggia.

Ernesto Majoni ha vinto il premio Cultura alpina. Mediatore instancabile fra la tradizione dei Padri e l’attualità, encomiabile per il singolare concreto impegno in tante istituzioni locali, Majoni ha saputo interpretare l’anima delle Dolomiti bellunesi attraverso la promozione della lingua e cultura ladina, in primis ampezzana, alla quale ha dedicato innumerevoli testi nei quali ha valorizzato la cultura dei monti, aprendola anche ai più giovani a mezzo della traduzione di fiabe e leggende famose.

Goretta Traverso Casarotto ha vinto il premio speciale Giuliano De Marchi. Prima donna italiana a conquistare un ottomila, con particolare impegno, dedizione e passione, attraverso la sua attività, i suoi viaggi, la sua frequentazione di popoli culturalmente lontani dall’Occidente. Insieme al marito Renato Casarotto, è stata testimone dei valori universali delle comunità di montagna e ha portato un contributo originale e rilevante alla loro conoscenza e valorizzazione.

A Vittorio Fenti invece, è andato il Premio speciale Dolomiti Unesco. Una vita dedicata allo studio e alla tutela delle Dolomiti. Coniugando l’eccellenza della ricerca geologica alla protezione del territorio, ha saputo insegnare e raccontare nei suoi scritti la complessa evoluzione e la fragile, sublime bellezza di un paesaggio che è patrimonio dell’umanità.

Infine Primo Riccardo Bernardi ha vinto il Premio speciale Provincia di Belluno. Bernardi ha fatto della propria passione un lavoro, volando sui cieli delle Dolomiti con base a Pieve di Cadore. Operava spalla a spalla con l’equipaggio del Suem, spingendo spesso le pale dell’elicottero a pochi centimetri dalle pareti pur di portare soccorso, sempre con il massimo rispetto per la montagna, la consapevolezza del valore della squadra e la capacità di riconoscere i propri limiti.

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