Si è svolta domenica 10 maggio 2026 la suggestiva escursione intersezionale organizzata dal CAI di Cosenza e dalla Sottosezione “Serre Calabre” della Sezione CAI di Catanzaro, un’esperienza che ha condotto oltre cinquanta partecipanti alla scoperta del “Sentiero della Baronessa”, nel territorio del Parco Naturale Regionale delle Serre. L’escursione, iniziata alle ore 10 dalla sbarra sulla SP43 nei pressi del casello Schiminzi, nel comune di Brognaturo, si è sviluppata lungo un suggestivo percorso ad anello di circa 15 chilometri alle pendici del Monte Tramazza. Il tracciato, caratterizzato da un fondo misto con prevalenza di sterrato e carrarecce, ha attraversato boschi di faggi, pini e abeti bianchi, tra corsi d’acqua, radure e scorci panoramici sul Lago Lacina. La tipologia del percorso ha previsto anche il superamento di ostacoli fissi, alberi caduti e cancelli chiusi, rendendo l’esperienza ancora più autentica e immersiva nel contesto naturale delle Serre.
L’itinerario ha costeggiato il Lago Lacina, grande invaso artificiale di circa due chilometri quadrati nato negli anni Novanta con la costruzione della diga sul fiume Alaco. Oggi il lago rappresenta una delle principali infrastrutture idriche della Calabria: gestito dalla Sorical, garantisce infatti l’approvvigionamento idrico a ben 88 comuni della regione. Le sue acque, che interrompono la monocromia del verde delle montagne, hanno trasformato l’area in un importante habitat lacustre ricco di biodiversità. Inserita nel SIC “Lacina” (IT9340120), una delle poche zone umide montane meridionali, l’area custodisce specie botaniche e faunistiche di grande valore naturalistico. Qui vive l’unica popolazione calabrese di Menyanthes trifoliata, il raro trifoglio d’acqua, insieme a numerose specie animali tra cui il gatto selvatico, l’ululone appenninico, il cervo italico, reintrodotto negli ultimi anni, rapaci e numerosi uccelli acquatici e migratori.
Cuore simbolico del percorso è stata la visita ai ruderi del Castello della Baronessa, suggestiva costruzione ottocentesca immersa nel bosco, oggi ridotta a resti murari, quattro imponenti torri angolari e grandi finestroni ormai aperti sul vuoto. Un luogo spettrale e affascinante, sospeso tra storia e immaginario popolare, legato alla figura di Maria Enrichetta Scoppa, Baronessa di Badolato. La tradizione orale racconta che la nobildonna, ricordata storicamente anche per la sua forte devozione religiosa e per le opere benefiche realizzate nel territorio, fosse protagonista di oscure vicende mai realmente confermate. Secondo le leggende popolari, alcuni suoi presunti amanti sarebbero misteriosamente scomparsi nelle aree paludose che circondavano il castello. Racconti tramandati per generazioni che continuano ancora oggi ad avvolgere il maniero in un’aura di mistero, alimentando storie e testimonianze di presunte presenze le quali, secondo la tradizione popolare, si aggirerebbero tra i ruderi e i boschi circostanti. Proprio nei pressi del castello, lungo il sentiero, gli escursionisti hanno attraversato ampie distese di asfodeli in fiore, piante anticamente conosciute come il “fiore degli Inferi”. Nella mitologia greca, i prati di asfodeli erano il luogo in cui vagavano le anime dei defunti comuni nel loro eterno passaggio verso l’Ade, motivo per cui questi fiori venivano spesso piantati accanto alle tombe come simbolo del legame tra il mondo dei vivi e quello dell’aldilà. Una presenza fortemente simbolica che ha contribuito a rendere ancora più suggestiva l’atmosfera dell’escursione. E qualcuno, osservando quei prati silenziosi mossi dal vento, si è domandato scherzosamente se quei fiori non appartenessero proprio alle anime erranti degli amanti della Baronessa.
Dopo il passaggio al castello, il gruppo ha raggiunto la casermetta di Cardinale per la sosta pranzo, prima di riprendere il percorso lungo una direttrice panoramica che ha poi ricondotto gli escursionisti sul sentiero iniziale, chiudendo l’anello. L’escursione è stata organizzata dagli ORTAM del CAI Cosenza Annachiara Mele e Alfonso Morelli — entrambi anche membri dell’associazione culturale Mistery Hunters — insieme al reggente della Sottosezione “Serre Calabre” Romano Candiloro. Fondamentale anche il contributo di Antonio Zaffino e Raffaele Badolato, che hanno curato il tracciamento del percorso con precisione e attenzione. L’iniziativa è nata con l’intento di far conoscere una parte della Calabria ancora poco esplorata dal grande pubblico, ma di enorme valore ambientale, storico e culturale. La speranza condivisa dagli organizzatori è che il “Sentiero della Baronessa” possa in futuro essere sempre più valorizzato e reso stabilmente fruibile, affinché escursionisti, appassionati di natura e studiosi possano continuare a scoprire un territorio dove biodiversità, memoria e leggenda convivono in perfetto equilibrio.
Alfonso Morelli (ORTAM CAI Cosenza Segretario Mistery Hunters)




